Super Mario è uno di quei mondi narrativi che puoi capire in due modi complementari: guardando chi sono i personaggi e come si relazionano tra loro (dinamiche, alleanze, rivalità), oppure osservando come Mario è cambiato nel tempo (stile visivo, tecnologia, resa di luce e ombra). In questo articolo uniamo entrambe le prospettive con due grafici pratici: un genogramma dei personaggi di Super Mario e un diagramma sull’evoluzione di Mario dai pixel alla luce e all’ombra.

In questo articolo
  1. L’universo di Super Mario in una mappa: i personaggi
  2. L’evoluzione di Mario: dai pixel alla luce e all’ombra (timeline visiva)

L’universo di Super Mario in una mappa: il “genogramma” dei personaggi

Ecco una mappa strutturata delle relazioni (ruoli, contrasti, legami ricorrenti) all’interno dell’universo di Super Mario.

Nucleo principale: Mario e Luigi, i due poli dell’eroe

Mario è il fulcro dell’intero franchise: personaggio creato da Shigeru Miyamoto e volto simbolo di Nintendo.

Luigi, suo fratello, svolge una doppia funzione:

  • Narrativa: rafforza il tema della coppia (cooperazione, complementarità).
  • Di gameplay: permette spesso una seconda “lettura” del gioco (multiplayer, modalità alternative, difficoltà percepita diversa).

Nel genogramma, questa è una relazione da marcare come stabile.

Il triangolo narrativo: Mario – Peach – Bowser

Qui c’è il motore più riconoscibile della “storia di Super Mario”: l’eroe, l’obiettivo da proteggere/salvare e l’antagonista. La formula è già chiarissima nella trama base di Super Mario Bros.

Princess Peach (o Princess Toadstool, in alcune diciture storiche) non è solo un pretesto narrativo: nei giochi moderni e negli spin-off ha ruoli più attivi. Ma nel canone classico resta un “punto di equilibrio” che fa partire l’avventura.

Bowser è un antagonista ricorrente, più “iconico” che puramente malvagio: la serie gioca spesso su toni diversi (minaccia, comicità, rivalità).

Gli alleati ricorrenti: Toad e Yoshi

Gli alleati del Regno dei Funghi non servono solo a “fare compagnia”: hanno un ruolo preciso di ritmo e accessibilità.

Toad è spesso la voce di contesto: fornisce informazioni, apre hub, scandisce progressi. È il classico personaggio “di servizio” che rende il mondo leggibile.

Yoshi è il potenziatore di mobilità e creatività: quando c’è, cambia il set di possibilità (movimento, salti, gestione nemici). Nel racconto è l’alleato che amplia l’azione.

I rivali paralleli: Wario e Waluigi (e perché funzionano)

Wario e Waluigi sono fondamentali per comprendere una cosa: Super Mario non è solo avventura principale, è anche ecosistema di spin-off e toni alternativi.

Wario è spesso costruito come controparte “grezza” e auto-interessata: la sua presenza introduce avidità, slapstick e una comicità più fisica.

Waluigi è frequentemente associato a Wario come partner/rivale negli sportivi e party game, ma non esiste una conferma canonica univoca di un rapporto di parentela stretto. Per un genogramma serio, conviene descriverlo come “complice/controparte” più che come familiare.

L’evoluzione di Mario: dai pixel alla luce e all’ombra (timeline visiva)

Quando parliamo di “evoluzione di Mario”, non parliamo solo di grafica più bella. Parliamo di tre cose:

  • limiti e possibilità tecniche,
  • leggibilità del personaggio,
  • percezione emotiva (anche grazie a luce e ombra).

Origini (1981–1983) — quando il pixel era solo sopravvivenza

Nella fase iniziale, la grafica non “decora”: serve a far capire cosa sta succedendo. Il riferimento è Donkey Kong (1981), dove Mario appare come Jumpman. In pochi pixel devono esistere:

  • sfondo essenziale (spesso scuro) per aumentare il contrasto,
  • forme geometriche semplici (piattaforme, scale, blocchi),
  • animazioni minime ma leggibili.

Mario: “Jumpman” è un personaggio costruito a blocchi di colore, con dettagli facciali quasi inesistenti.

Bowser e Peach: in questa fase non sono ancora parte dell’iconografia “classica” del mondo Mario; nel diagramma, i livelli servono a preparare la lettura dell’evoluzione successiva.

Era 8-bit e 16-bit: quando il pixel “era” il design

Nella fase iniziale, il design di Mario è un esercizio di chiarezza. In pochi pixel devono esistere:

  • silhouette riconoscibile,
  • colori ad alto contrasto,
  • animazioni comprensibili anche in movimento.

È in questa logica che Super Mario Bros. (1985) diventa uno standard del platform: il personaggio non deve essere realistico, deve essere leggibile.

Nota utile (accuratezza): le date di uscita precise possono variare per area geografica; ad esempio, alcune timeline ufficiali riportano date locali per l’Australia/Nuova Zelanda.

Età dell’oro 16-bit (1990) — quando i dettagli iniziano a “raccontare”

Con SNES, l’evoluzione dello stile grafico è chiara: più colori, sprite più puliti, mondo più ricco. Il riferimento naturale è Super Mario World, pubblicato inizialmente in Giappone nel 1990. Cosa cambia davvero:

  • palette più ampia e più sfumature percepibili,
  • sprite più definiti (più informazioni in meno spazio),
  • sfondi con più profondità e livelli.

Mario: il personaggio può permettersi varianti più “spettacolari” (forme, power-up, animazioni).

Bowser: più massa e più presenza visiva.

Peach: linee più pulite e maggiore chiarezza nei dettagli (corona/capelli/abito), rispetto alle versioni 8-bit.

Il salto al 3D: volume, camera e un nuovo modo di “capire” Mario

Con Super Mario 64 (1996) cambia la grammatica: Mario non è più un’icona bidimensionale, ma un corpo in uno spazio esplorabile.

Questo ha due conseguenze immediate:

  • La camera diventa parte del gameplay: capire dove sei e dove vai non è più banale.
  • Le animazioni diventano linguaggio: accelerazioni, frenate, scivolate e salti comunicano fisica e personalità.

Qui è un punto perfetto: il 3D introduce la necessità di volume credibile, e quindi di una gestione più sofisticata di ombre e illuminazione.

Dalla “luce finta” alla luce credibile: materiali, ombre, atmosfera

Quando le console evolvono, anche l’immagine di Mario cambia per un motivo molto concreto: i giochi iniziano a simulare meglio:

  • ombre dinamiche (come si proietta Mario nello spazio),
  • materiali (tessuti, metalli, superfici lucide/opache),
  • illuminazione ambientale (l’atmosfera dei livelli).

Il risultato non è “realismo” in senso cinematografico. È maggiore profondità visiva, che rende più chiari i piani, più leggibili gli ostacoli, più “tangibili” i mondi.

Un esempio moderno è Super Mario Odyssey, uscito il 27 ottobre 2017 su Nintendo Switch.

Qui l’illuminazione e i materiali sostengono mondi molto diversi tra loro, mantenendo sempre Mario immediatamente riconoscibile.

Stile vs realismo: perché Mario resta Mario

Anche quando migliora la resa di luce e ombra, Mario non perde la sua identità. Questo avviene perché la serie mantiene costanti alcuni elementi:

  • proporzioni (testa/mani/torso “cartoon”),
  • palette cromatica,
  • timing delle animazioni.

In altre parole: la tecnologia cambia la qualità della resa, ma lo stile tutela la continuità del brand.

Dai pixel 8x8 alle scene con modelli complessi, l’evoluzione dello stile visivo di Mario è una sintesi dell’evoluzione della grafica videoludica. Cambiano tecniche e resa. Non cambia la regola d’oro: Mario deve essere sempre riconoscibile al primo sguardo.

FAQ

  • Chi sono i personaggi principali di Super Mario?
    I personaggi principali sono Mario e Luigi (eroi), Princess Peach (fulcro del Regno dei Funghi) e Bowser (antagonista ricorrente). Attorno a loro ruotano alleati frequenti come Toad e Yoshi e rivali/spin-off come Wario e Waluigi.
  • Qual è il rapporto tra Mario e Luigi?
    Mario e Luigi sono fratelli e spesso condividono il ruolo di protagonisti o co-protagonisti. La loro relazione è uno dei legami più stabili della serie e un pilastro anche per le modalità cooperative.
  • Perché Bowser rapisce spesso Peach?
    Nel canone classico, il rapimento è un motore narrativo semplice ed efficace: crea un obiettivo immediato e permette di costruire livelli e progressione. È una struttura già evidente nelle trame storiche legate a Super Mario Bros.
  • Quando Mario è passato dal 2D al 3D?
    Il passaggio simbolico al 3D avviene con Super Mario 64 (1996), che ridefinisce esplorazione e movimento introducendo un mondo tridimensionale controllabile.
  • Cosa significa “evoluzione grafica” in Super Mario?
    Significa come cambia la resa visiva del gioco nel tempo: dalla leggibilità pixelata (2D) al volume (3D), fino a materiali, ombre e illuminazione più sofisticati. Non è solo “più dettagli”: è un modo diverso di comunicare spazio e atmosfera.
  • Qual è un esempio moderno dell’evoluzione di Mario?
    Super Mario Odyssey (Nintendo Switch) è un esempio forte perché combina mondi diversi con una resa moderna di materiali e luci, mantenendo lo stile iconico del personaggio.
Manuela Piccola
Manuela Piccola 14/01/2026
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